28 April 2014

Landschaftsarchitektur





"Visioni, progetti, sogni. La città moderna ha suscitato interrogativi e critiche fin dal suo apparire: una concentrazione del tutto inaudita di abitanti: problemi igienici e morali; la natura soffocata dal cemento e dall'asfalto. Ma é stata anche fonte di irresistibile fascino e seduzione: intensità della vita sociale; velocità degli spostamenti; densità delle strutture culturali; innovazione tecnica e vertiginosi cambiamenti. A questi temi hanno cercato di dare risposta gli architetti del XX secolo, a partire della Città nuobs di Antonio Sant'Elia e della Ville Contemporaine di Le Corbusier, inventando soluzioni destinate a rimediare i difetti e a esaltare le novità. Negli anni cinquanta e sessanta, dopo le tragedie dell Seconda guerra mondiale, l'architettura ha immaginato metropoli sospese sul suolo, continuamente mutevoli nelle loro configurazioni, abitate de una umanità che aveva potuto affidare alle macchine il lavoro per dedicasi alla libertà del gioco e del tempo libero, fino a quando, sulla spinta del Sessantotto, non intervenne la riflessione critica dei gruppi radicali, che mettevano in discussione la sopravvivenza stessa della idea di citta nel modo capitalistico. Saranno le ricerche artistiche delle ultime generazioni, dalla Flying City di Höller allo spazi virtuale di Cao Fei, a riportare l'attenzione sulla "citta futura", unendo l'impulso visionario alla memoria di una stagione eroica che aveva saputo interrogare il futuro."

Estratto di "La citta nuova oltre Sant'Elia
Cento anni di visioni urbane 1913-2013" 
Mostra a Como a cura di Marco de Michelis
 


































Guillermo.Aranda-Mena©2014


1 comment:

  1. Anonymous7.5.14

    Ciao Guillermo,

    Grazie ancora per avermi dato l’opportunità di incontrarla e per la sua grande disponibilità. “Crepi il lupo” (meaning “I hope the wolf will die”), fingers crossed!

    Visito spesso il suo blog, sono incuriosito e stimolato dalle sue affascinanti esperienze; penso che viaggiare, esplorare nuovi luoghi e culture, renda l’uomo ricco, nel senso più nobile del termine. Apprezzo il modo in cui documenta la sua “ricchezza”.

    Ci sentiamo presto per il prossimo incontro, non esiti a scrivermi se le serve una mano con l’italiano!

    Tanti saluti,
    Gianmaria

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